Responsabilità del consiglio di amministrazione in caso di sanzione pecuniaria inflitta alla AG

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Una Aktiengesellschaft (AG, società per azioni di diritto tedesco) può chiedere al suo ex membro del consiglio di amministrazione il rimborso di una sanzione pecuniaria inflittale, se questi, mediante una violazione dei propri doveri, ha causato l’illecito amministrativo dell’impresa? L’Oberlandesgericht Frankfurt am Main (OLG Frankfurt, Corte d’appello regionale superiore di Francoforte sul Meno) ha risposto in linea di principio affermativamente a questa domanda con sentenza del 21 ottobre 2025 – Az. 31 U 3/25.

La decisione riguarda un conflitto centrale per la prassi aziendale: da un lato, le sanzioni pecuniarie irrogate agli enti devono indurre le imprese a comportamenti conformi alla legge e sanzionarle per carenze organizzative e di vigilanza. Dall’altro lato, il diritto azionario obbliga i membri del consiglio di amministrazione a risarcire i danni che la società subisce a causa di una violazione colpevole dei loro doveri di organo.

L’OLG Frankfurt pone in primo piano la responsabilità civilistica degli organi sociali. Secondo il Senato, né la finalità sanzionatoria della sanzione pecuniaria né la possibilità di sanzionare, accanto all’impresa, anche l’organo responsabile escludono in linea di principio un’azione di regresso di diritto societario. La decisione riveste quindi notevole importanza per la prassi della compliance, per la responsabilità dei membri degli organi e per la gestione delle assicurazioni D&O.

L’assenza della dichiarazione sul bilancio comporta una sanzione pecuniaria della BaFin

Alla base del procedimento vi era la pubblicazione di una relazione finanziaria semestrale incompleta.

La ricorrente, una società per azioni quotata in borsa, pubblicò il 16 agosto 2018 la propria relazione finanziaria semestrale relativa al primo semestre 2018. La relazione non conteneva la dichiarazione sul bilancio e sulla relazione sulla gestione, il cosiddetto Bilanzeid.

Ai sensi del § 115 Abs. 2 WpHG (Wertpapierhandelsgesetz, legge tedesca sulla negoziazione dei titoli) in combinato disposto con le pertinenti norme di diritto commerciale, una dichiarazione corrispondente rientra nel contenuto prescritto dalla legge della relazione finanziaria semestrale. La dichiarazione serve, tra l’altro, a tutelare la fiducia degli investitori nella correttezza e completezza delle informazioni finanziarie pubblicate.

Sospetto di illecito amministrativo

Nel periodo rilevante, il convenuto era l’unico membro del consiglio di amministrazione della società. Nel giugno 2021 la Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin, Autorità federale tedesca di vigilanza sui servizi finanziari) comunicò alla società che, a causa della mancata dichiarazione sul bilancio, stava esaminando il sospetto di un illecito amministrativo ai sensi del § 120 Abs. 12 Nr. 5 WpHG. L’autorità prospettò una sanzione pecuniaria di 900.000 euro.

La società informò il suo ex membro del consiglio di amministrazione del procedimento di audizione avviato e lo invitò a prendere posizione sull’addebito e a contribuire a evitare la sanzione pecuniaria minacciata. Il convenuto non reagì.

La società si fece quindi assistere da un legale e negoziò con la BaFin. Di conseguenza, la sanzione pecuniaria fu ridotta a 290.000 euro. Presupposto di ciò era che la società rinunciasse ai mezzi di impugnazione.

Con provvedimento del 15 novembre 2021 la BaFin fissò la sanzione pecuniaria in 290.000 euro. A ciò si aggiunsero diritti pari a 7.500 euro e spese pari a 3,50 euro. La società pagò complessivamente 297.503,50 euro.

La società agisce contro il membro del consiglio di amministrazione per il risarcimento del danno

Successivamente essa agì contro il suo ex membro del consiglio di amministrazione per il risarcimento del danno. Oltre alla sanzione pecuniaria, inclusi diritti e spese, chiese il rimborso dei costi di consulenza legale sostenuti in relazione al procedimento sanzionatorio.

L’ex membro del consiglio di amministrazione si oppose al regresso. In particolare sostenne che una sanzione inflitta alla società non potesse essere trasferita sull’organo responsabile. Diversamente, sarebbe stata vanificata la finalità della sanzione pecuniaria a carico dell’impresa, che dovrebbe appunto incidere sul patrimonio dell’impresa.

Inoltre contestò una violazione colpevole dei doveri e mise in dubbio il nesso causale tra il suo comportamento e l’importo della sanzione pecuniaria effettivamente irrogata.

Il LG Frankfurt accoglie il ricorso

Il Landgericht Frankfurt am Main (LG Frankfurt, Tribunale regionale di Francoforte sul Meno) accolse in larga misura la domanda con sentenza del 30 giugno 2023 (Az. 3-14 O 2/23). Condannò il convenuto al pagamento di 310.408,50 euro oltre interessi. Il convenuto propose appello.

L’OLG Frankfurt respinge in larga misura l’appello

L’OLG Frankfurt respinse in larga misura l’appello dell’ex membro del consiglio di amministrazione con sentenza del 21 ottobre 2025.

Confermò il diritto della società al rimborso della sanzione pecuniaria inflittale, inclusi i diritti e le spese amministrative, per un importo complessivo di 297.503,50 euro. Fu confermata anche, in linea di principio, la risarcibilità dei costi necessari per la tutela legale.

Il Senato modificò la decisione di primo grado soltanto con riguardo alla decorrenza degli interessi. Gli interessi pari a cinque punti percentuali sopra il rispettivo tasso base su un importo di 306.363,50 euro erano dovuti solo dal 5 aprile 2022.

Il convenuto dovette inoltre sostenere le spese del procedimento d’appello. Il valore della controversia per il grado d’appello fu fissato in 310.408,50 euro.

Di particolare rilievo è il fatto che il giudice abbia ammesso la revisione. La decisione non deve quindi essere intesa come chiarimento definitivo da parte della massima giurisdizione di tutte le questioni relative al regresso per sanzioni pecuniarie.

La revisione è pendente presso il Bundesgerichtshof (BGH, Corte federale di giustizia) con il numero di ruolo II ZR 163/25.

Violazione dei doveri dell’organo e colpa

Il punto di partenza della decisione è il § 93 Abs. 1 Satz 1 AktG (Aktiengesetz, legge tedesca sulle società per azioni). In base a tale disposizione, i membri del consiglio di amministrazione devono applicare, nella gestione, la diligenza di un dirigente d’impresa ordinato e coscienzioso. In caso di violazione colpevole dei doveri, essi rispondono nei confronti della società ai sensi del § 93 Abs. 2 Satz 1 AktG per il risarcimento del danno che ne deriva.

Secondo l’OLG Frankfurt, il convenuto aveva violato tali doveri omettendo di rendere nella relazione finanziaria semestrale la dichiarazione sul bilancio prescritta dalla legge.

Dovere strettamente personale del membro del consiglio di amministrazione

Il Senato ha sottolineato che il rilascio della dichiarazione sul bilancio costituisce un dovere strettamente personale del membro del consiglio di amministrazione. Mediante la dichiarazione, il membro dell’organo esprime di ritenere la relazione finanziaria semestrale conforme alla legge dopo un proprio accurato esame.

La relativa responsabilità non può essere trasferita integralmente ad altre persone o organizzazioni.

Il convenuto non poté quindi invocare con successo il fatto che neppure più dipartimenti della società, un’impresa incaricata della predisposizione della relazione, la società di revisione e il consiglio di sorveglianza avessero rilevato l’assenza della dichiarazione sul bilancio.

Neppure un sistema di controllo interno in linea di principio funzionante esonera un membro del consiglio di amministrazione dall’adempimento di un dovere espressamente attribuito a lui personalmente.

Confine tra delega e responsabilità

La sentenza sottolinea così i limiti della delega di responsabilità: i membri degli organi possono distribuire compiti sul piano organizzativo e avvalersi di supporto specialistico. La responsabilità per doveri legali strettamente personali resta tuttavia immutata.

Colpa per negligenza e onere della prova

L’OLG Frankfurt ha inoltre affermato la sussistenza della colpa richiesta.

Ai sensi del § 93 Abs. 2 Satz 2 AktG, grava sul membro del consiglio di amministrazione l’onere di allegazione e prova di aver applicato la diligenza dovuta. Nel caso concreto, il Senato non ha ravvisato circostanze sufficienti a confutare l’addebito di negligenza.

Il convenuto non aveva controllato personalmente la completezza della relazione finanziaria semestrale. Proprio perché la dichiarazione sul bilancio costituisce un elemento essenziale della relazione e deve essere resa personalmente dal membro dell’organo competente, tale condotta non soddisfaceva, secondo il giudice, il parametro legale di diligenza.

La decisione chiarisce che la mera esistenza di meccanismi di controllo non è sufficiente. Decisivo è anche se il membro del consiglio di amministrazione adempia effettivamente i compiti che gli competono personalmente e svolga i controlli necessari in modo adeguato.

Nesso causale tra violazione dei doveri e sanzione pecuniaria

Un’ulteriore questione centrale riguardava il collegamento tra la violazione dei doveri e il danno fatto valere.

Il convenuto sosteneva che la società, mediante le proprie negoziazioni con la BaFin, avesse essa stessa inciso sull’importo della sanzione pecuniaria. Pertanto non si poteva ritenere senz’altro che l’intero pagamento fosse riconducibile alla sua violazione dei doveri.

L’OLG Frankfurt non ha seguito tale argomentazione.

La società aveva esposto in modo circostanziato che la BaFin aveva inizialmente prospettato una sanzione pecuniaria di 900.000 euro e l’aveva ridotta a 290.000 euro solo dopo negoziazioni assistite da avvocati. In tale contesto, la società aveva fatto riferimento, tra l’altro, al proprio sistema di compliance, al coinvolgimento di una società di revisione e all’assenza di un rischio di recidiva.

Secondo il Senato, il convenuto non aveva contrastato tale esposizione in modo sufficientemente concreto. In particolare, non aveva indicato circostanze adeguatamente circostanziate dalle quali sarebbe risultato che l’autorità, in assenza della violazione dei doveri o in caso di diverso svolgimento del procedimento, non avrebbe irrogato alcuna sanzione pecuniaria oppure ne avrebbe irrogata una inferiore.

Il fatto che il convenuto non fosse stato personalmente coinvolto nel procedimento sanzionatorio non lo esonerava. La società lo aveva informato tempestivamente del procedimento e gli aveva dato occasione di prendere posizione.

Sanzioni pecuniarie agli enti come danno risarcibile

Il fulcro della sentenza è costituito dalla questione se una sanzione pecuniaria inflitta alla società sia in assoluto suscettibile di regresso quale danno ai sensi del § 93 Abs. 2 Satz 1 AktG.

L’OLG Frankfurt ha risposto affermativamente.

Secondo il tenore letterale della norma, i membri del consiglio di amministrazione devono risarcire alla società i danni derivanti da una violazione dei doveri. Il § 93 Abs. 2 Satz 1 AktG non contiene un’eccezione espressa per le sanzioni pecuniarie.

Secondo il Senato, neppure dai lavori preparatori emergeva un indizio nel senso che le sanzioni pecuniarie alle imprese dovessero essere escluse in linea di principio dall’ambito di applicazione della responsabilità degli organi.

Il Senato ha inoltre valorizzato la finalità della responsabilità degli organi. Essa mira, da un lato, a compensare gli svantaggi patrimoniali della società e, dall’altro, a promuovere comportamenti conformi ai doveri mediante la prospettiva di un’azione personale nei confronti dei membri degli organi.

Se una società viene assoggettata a una sanzione pecuniaria a causa di una violazione colpevole dei doveri da parte del suo consiglio di amministrazione, ciò può costituire uno svantaggio patrimoniale che il membro dell’organo deve risarcire secondo le regole generali del diritto azionario.

In questa prospettiva, la sanzione pecuniaria non è esclusa dal risarcimento del danno per il solo fatto che originariamente costituisce una sanzione di diritto pubblico.

Nessuna prevalenza generale della finalità sanzionatoria

Il convenuto aveva obiettato che il trasferimento della sanzione pecuniaria al membro responsabile del consiglio di amministrazione avrebbe vanificato la finalità sanzionatoria. La sanzione pecuniaria dovrebbe colpire proprio l’impresa e indurla a comportamenti conformi alla legge.

L’OLG Frankfurt ha esaminato approfonditamente questa tesi contraria.

È vero che una sanzione statale deve in linea di principio essere sopportata dal destinatario. Da ciò non consegue però necessariamente l’esclusione di un diritto al risarcimento civilistico nei confronti di un terzo.

Valutazione separata

Il Senato ha richiamato al riguardo la giurisprudenza della massima giurisdizione, secondo cui la sanzione di diritto pubblico e la responsabilità civile per lo svantaggio patrimoniale che ne deriva devono essere considerate separatamente.

Decisivo sarebbe stabilire se un diritto al risarcimento derivi dalle disposizioni generali di diritto civile.

Anche il fatto che il legislatore, a determinate condizioni, consenta di sanzionare sia l’impresa sia l’organo agente non conduce automaticamente all’esclusione del regresso di diritto societario.

Un’interpretazione restrittiva del § 93 Abs. 2 Satz 1 AktG mediante riduzione teleologica presupporrebbe una lacuna normativa non voluta. L’OLG Frankfurt non l’ha ravvisata.

La responsabilità degli organi di diritto societario e il sistema sanzionatorio penale ovvero degli illeciti amministrativi coesistono come ambiti regolatori autonomi.

Il Senato non ha quindi ravvisato un motivo sufficiente per escludere in generale la responsabilità civilistica per sanzioni pecuniarie inflitte alle imprese.

Rilevanza dell’assicurazione D&O

Il convenuto aveva inoltre sostenuto che un regresso in connessione con un’assicurazione D&O potesse comportare un’inammissibile copertura economica della sanzione pecuniaria.

Il giudice non ha accolto tale obiezione quale motivo generale di esclusione.

Ha osservato che una società, nonostante un possibile diritto di regresso, non viene necessariamente esonerata integralmente. Le assicurazioni D&O possono contenere massimali limitati, esclusioni di responsabilità e ulteriori restrizioni. Anche la capacità patrimoniale personale del membro dell’organo può limitare l’effettiva esecuzione del diritto.

Il diritto di regresso svolge inoltre una funzione autonoma di diritto societario: consente alla società di reagire a una violazione dei doveri del proprio organo di gestione e di far valere il danno insorto.

Da ciò, tuttavia, non consegue che un’assicurazione D&O copra senz’altro la sanzione pecuniaria stessa. La questione se e in quale misura l’assicuratore debba rispondere di una pretesa di regresso deve essere esaminata separatamente sulla base del rispettivo contratto assicurativo e delle pertinenti disposizioni di diritto assicurativo.

La sentenza rafforza la posizione delle società per azioni

La decisione rafforza la posizione delle società per azioni che siano state assoggettate a una sanzione pecuniaria a causa di una violazione colpevole dei doveri da parte del loro consiglio di amministrazione.

Secondo l’orientamento giuridico dell’OLG Frankfurt, un diritto di regresso non è escluso per il solo fatto che la sanzione fosse rivolta contro la società e non contro il membro dell’organo in quanto tale.

Per l’esame della pretesa restano tuttavia determinanti i presupposti generali della responsabilità degli organi. La società deve in particolare allegare una violazione dei doveri, un danno causale e gli ulteriori presupposti della pretesa risarcitoria. Devono essere considerate le regole legali sull’onere della prova.

Dalla sentenza non deriva un automatico trasferimento sull’organo. Piuttosto, in ogni singolo caso occorre verificare se la specifica sanzione pecuniaria si fondi effettivamente su una violazione dei doveri imputabile al membro dell’organo interessato.

I sistemi di compliance devono rappresentare i doveri personali degli organi

Per i consigli di amministrazione e i consigli di sorveglianza, la decisione chiarisce che i sistemi di compliance non devono soltanto esistere sul piano organizzativo. Essi devono anche garantire che i doveri legali da adempiere personalmente siano assolti in modo affidabile.

Proprio in materia di obblighi di pubblicazione e rendicontazione sul mercato dei capitali è opportuna una chiara attribuzione delle responsabilità. Sono necessari in particolare processi di approvazione affidabili, controlli di completezza documentati e una definizione univoca di chi debba rendere le dichiarazioni prescritte dalla legge.

Assicurazione D&O: verificare separatamente la copertura

Per la prassi assicurativa occorre distinguere tra l’esistenza, sul piano del diritto societario, di un diritto di regresso e la sua assicurabilità.

La sentenza non fonda alcun diritto generale a che un’assicurazione D&O si faccia carico di sanzioni pecuniarie alle imprese o di tutte le pretese di regresso che ne derivano.

Determinanti sono piuttosto le concrete condizioni di assicurazione, la violazione dei doveri assicurata, eventuali esclusioni e la questione di quali voci di danno siano comprese nella copertura assicurativa.

Le imprese e i membri degli organi non dovrebbero quindi limitare il coordinamento tra strutture di compliance, prevenzione della responsabilità e copertura assicurativa alla sola questione dell’esistenza di una polizza D&O.

Inquadramento della sentenza

La sentenza è stata pronunciata sullo sfondo di una questione del diritto societario tedesco e del diritto degli illeciti amministrativi ancora oggetto di discussione controversa.

Particolare rilievo assume l’ordinanza del Bundesgerichtshof dell’11 febbraio 2025 – KZR 74/23. In tale procedimento, il BGH ha sottoposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea una questione relativa alla responsabilità degli amministratori per sanzioni antitrust.

L’ordinanza mostra che i limiti del regresso per sanzioni pecuniarie, in particolare nel diritto antitrust, continuano a essere oggetto di esame da parte della massima giurisdizione. La questione della misura in cui un’impresa possa trasferire su un membro dell’organo una sanzione pecuniaria inflittale non può quindi essere risolta indipendentemente dal rispettivo regime sanzionatorio.

L’OLG Frankfurt fonda la propria decisione in modo determinante sul § 93 Abs. 2 Satz 1 AktG e sulla responsabilità degli organi ivi disciplinata. Il caso concreto riguardava una sanzione pecuniaria in materia di vigilanza finanziaria a causa dell’assenza della dichiarazione sul bilancio nella relazione finanziaria semestrale.

La decisione non dovrebbe pertanto essere estesa indistintamente a tutte le sanzioni pecuniarie irrogate alle imprese. In particolare, nel caso di sanzioni antitrust possono porsi ulteriori questioni in ragione del diritto antitrust europeo e nazionale.

Ai fini dell’inquadramento è inoltre rilevante che l’OLG Frankfurt abbia ammesso la revisione. Fino a un chiarimento definitivo da parte della massima giurisdizione, la portata del regresso per sanzioni pecuniarie deve quindi essere esaminata con attenzione in relazione ad altri regimi sanzionatori e a fattispecie divergenti.

Notevole importanza per la responsabilità degli organi e la compliance

Con la sua sentenza del 21 ottobre 2025, l’OLG Frankfurt rafforza la possibilità di far valere sanzioni pecuniarie aziendali, mediante regresso interno di diritto societario, nei confronti dei membri responsabili del consiglio di amministrazione.

Il Senato chiarisce che una sanzione pecuniaria inflitta alla società può in linea di principio costituire uno svantaggio patrimoniale risarcibile. Secondo il giudice, la finalità sanzionatoria di diritto pubblico non si oppone in generale a una pretesa risarcitoria civilistica.

Nel caso concreto, l’ex amministratore unico rispondeva perché non aveva reso nella relazione finanziaria semestrale la dichiarazione sul bilancio prescritta dalla legge. La natura personale di tale dovere non poteva essere esclusa né mediante il coinvolgimento di prestatori di servizi esterni né attraverso l’esistenza di strutture di controllo interne.

Per la prassi aziendale ne derivano tre insegnamenti centrali:

  • In primo luogo, i doveri legali degli organi devono essere attribuiti in modo chiaro e controllati efficacemente.

  • In secondo luogo, le imprese dovrebbero documentare in modo completo lo svolgimento dei procedimenti amministrativi e l’insorgenza di eventuali danni.

  • In terzo luogo, la responsabilità di diritto societario e la copertura assicurativa devono sempre essere esaminate separatamente.

La decisione non deve tuttavia essere intesa come chiarimento definitivo da parte della massima giurisdizione. Poiché l’OLG Frankfurt ha ammesso la revisione, resta da attendere l’ulteriore evoluzione della giurisprudenza.

Esaminare criticamente le strutture esistenti

Per i consigli di amministrazione, i consigli di sorveglianza, le società e gli assicuratori D&O, la sentenza costituisce tuttavia già ora un’importante occasione per riesaminare criticamente le strutture esistenti di responsabilità e compliance.

MTR Legal Rechtsanwälte assiste imprese, membri dei consigli di amministrazione e organi nonché investitori in questioni di diritto societario e in compagini sociali conflittuali. Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina Consulenza legale in diritto societario.