OLG Köln sulla pubblicità con prezzo barrato

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Un prezzo barrato suggerisce di regola ai consumatori che il commerciante abbia precedentemente offerto il prodotto a tale prezzo. Un’indicazione secondo cui il prezzo più elevato tornerà ad applicarsi dopo una promozione non elimina senz’altro tale aspettativa. L’Oberlandesgericht Köln (OLG, Tribunale superiore del Land di Colonia) ha chiarito, con sentenza del 2 ottobre 2026 (Az. 6 U 24/26, numero di ruolo), che una simile struttura dei prezzi può essere fuorviante se immediatamente prima della promozione era stato richiesto un prezzo inferiore.

Pubblicità di sconto con un prezzo che tornerà a valere in futuro

Le promozioni con sconto sono uno strumento diffuso nel commercio online. I prezzi barrati intendono rendere evidente ai consumatori quanto possano risparmiare nell’acquisto rispetto a un prezzo di confronto più elevato. L’ammissibilità, sotto il profilo del diritto della concorrenza, di tali misure pubblicitarie dipende tuttavia in misura essenziale dal significato che le indicazioni di prezzo assumono dal punto di vista dei destinatari interessati.

Di questa problematica si è occupato l’Oberlandesgericht Köln nella sua sentenza del 2 ottobre 2026 (Az. 6 U 24/26).

Oggetto del procedimento era la pubblicità di una commerciante per un materasso. La merce veniva pubblicizzata su diverse pagine del negozio online, tra cui la pagina di panoramica dei prodotti, una pagina sale e la pagina di dettaglio del prodotto.

Materasso più conveniente prima della campagna pubblicitaria

Immediatamente prima della campagna pubblicitaria contestata, il materasso costava 199 euro. Durante la promozione la commerciante affiancava al prezzo promozionale evidenziato un prezzo più elevato, barrato. Inoltre corredava l’indicazione di prezzo con una nota asteriscata: “Prezzo nuovamente valido dal 28.01.2026” (traduzione in senso conforme).

In aggiunta, la commerciante indicava il prezzo più basso da essa richiesto nei 30 giorni precedenti la riduzione del prezzo.

La configurazione mirava quindi a far apparire l’attuale prezzo promozionale particolarmente vantaggioso rispetto a un prezzo più elevato. Il prezzo più elevato avrebbe dovuto tornare ad applicarsi dopo la fine della promozione.

Il LG Köln vieta la pubblicità contestata

La ricorrente riteneva tale pubblicità contraria al diritto della concorrenza e chiedeva un provvedimento cautelare. Il Landgericht Köln (LG, Tribunale regionale di Colonia) vietava alla commerciante, con sentenza del 4 marzo 2026 (Az. 84 O 3/26, numero di ruolo), la pubblicità contestata.

Contro tale decisione la commerciante proponeva appello. Essa contestava in particolare:

  • la determinatezza della domanda inibitoria,

  • la sussistenza di una pratica commerciale ingannevole e

  • il riconoscimento dell’urgenza necessaria per l’emanazione di un provvedimento cautelare.

L’OLG Köln respinge l’appello

L’Oberlandesgericht Köln ha respinto l’appello, confermando così il divieto della specifica configurazione pubblicitaria pronunciato dal Landgericht.

Secondo il Senato, la pubblicità contestata era ingannevole ai sensi del § 5 UWG (Gesetz gegen den unlauteren Wettbewerb, legge tedesca contro la concorrenza sleale). Inoltre, il giudice ha ravvisato una violazione delle disposizioni in materia di indicazione dei prezzi di cui al § 11 Abs. 1 PAngV (Preisangabenverordnung, regolamento tedesco sull’indicazione dei prezzi) in combinato disposto con il § 1 Abs. 3 Satz 2 PAngV.

La commerciante non poteva utilizzare, nelle concrete circostanze, il prezzo più elevato e barrato nella forma scelta quale prezzo di confronto. Decisivo era il fatto che i consumatori potessero intendere il prezzo barrato come il prezzo richiesto immediatamente in precedenza, sebbene immediatamente prima della promozione fosse in realtà applicato un prezzo inferiore.

La nota asteriscata non modifica la valutazione

Anche la nota asteriscata, secondo cui il prezzo più elevato avrebbe dovuto tornare ad applicarsi dopo la promozione, non modificava tale conclusione. Secondo il giudice, tale indicazione non eliminava la falsa rappresentazione suscitata dalla pubblicità. Al contrario, poteva persino rafforzare l’aspettativa che si trattasse di un prezzo precedente.

Parimenti, l’ulteriore indicazione del prezzo più basso negli ultimi 30 giorni non era sufficiente a rimuovere l’ingannevolezza.

La sentenza è stata pronunciata nell’ambito del procedimento cautelare ed è divenuta definitiva con la sua pronuncia ai sensi del § 542 Abs. 2 ZPO (Zivilprozessordnung, codice di procedura civile tedesco).

La pubblicità era ingannevole

Determinante la percezione dei consumatori

Al centro della decisione vi è la questione di come i consumatori interpretino un prezzo barrato in una pubblicità di sconto.

Secondo l’OLG Köln, i destinatari interessati comprenderanno la concreta configurazione nel senso che si tratta di un’offerta attualmente particolarmente vantaggiosa e che il prezzo barrato corrisponde a quello precedentemente richiesto dalla commerciante.

Il Senato si ricollega così alla giurisprudenza del Bundesgerichtshof (BGH, Corte federale di giustizia) sulla pubblicità con prezzi barrati, in particolare alla sentenza “Durchgestrichener Preis II” (BGH, sentenza del 5 novembre 2015 – I ZR 182/14).

I consumatori si attendono un risparmio

Nel traffico commerciale, un prezzo barrato trasmette di regola l’idea che l’imprenditore abbia precedentemente offerto la merce al prezzo più elevato. I consumatori possono dedurne che il prezzo attuale consenta un effettivo risparmio rispetto al prezzo finora praticato.

Tale aspettativa è di notevole importanza per la decisione di acquisto. Un presunto vantaggio di prezzo può indurre i consumatori a scegliere un prodotto o a concludere l’acquisto prima di quanto originariamente previsto.

Nel caso in esame, tuttavia, la rappresentazione veicolata dalla pubblicità non corrispondeva all’effettiva evoluzione dei prezzi. Immediatamente prima della promozione era stato richiesto un prezzo inferiore rispetto a quello indicato come barrato.

Il prezzo più elevato non poteva pertanto essere senz’altro inteso come il prezzo applicato immediatamente in precedenza.

L’indicazione del prezzo che tornerà a valere in futuro non elimina l’ingannevolezza

La particolarità del caso risiedeva nell’indicazione integrativa “Prezzo nuovamente valido dal 28.01.2026” (traduzione in senso conforme).

La commerciante non ha potuto invocare con successo il fatto che il prezzo più elevato fosse stato effettivamente richiesto in un altro momento e dovesse applicarsi nuovamente dopo la promozione.

Dal punto di vista del Senato, non era decisivo soltanto se il prezzo più elevato fosse stato o sarebbe stato effettivamente richiesto in un qualche momento passato o futuro. Determinante era piuttosto quale impressione la concreta pubblicità suscitasse nel consumatore.

Secondo il giudice, la nota asteriscata non costituiva un chiarimento sufficientemente chiaro del fatto che il prezzo barrato non corrispondesse al prezzo richiesto immediatamente prima della promozione.

Al contrario, la formulazione “nuovamente valido” poteva rafforzare l’idea che si trattasse di un prezzo precedentemente in vigore e ora temporaneamente ridotto.

L’indicazione del prezzo più basso degli ultimi 30 giorni non è sufficiente

La commerciante aveva sì indicato in aggiunta il prezzo più basso nei 30 giorni precedenti la riduzione del prezzo. Ai sensi del § 11 Abs. 1 PAngV, in caso di annuncio di una riduzione di prezzo per merci, l’imprenditore deve in linea di principio indicare anche il prezzo complessivo più basso da esso applicato ai consumatori nei 30 giorni precedenti la riduzione del prezzo.

Tuttavia, l’adempimento di tale obbligo informativo non comporta automaticamente che l’intera pubblicità del prezzo sia lecita sotto il profilo del diritto della concorrenza.

L’OLG Köln ha chiarito espressamente che l’ulteriore indicazione del prezzo minimo a 30 giorni non eliminava l’ingannevolezza derivante dal diverso prezzo barrato.

La decisione si inserisce così nel solco della giurisprudenza del Bundesgerichtshof, secondo cui il prezzo più basso degli ultimi 30 giorni non può essere semplicemente menzionato in aggiunta, ma deve essere utilizzato in modo chiaro e inequivocabile quale parametro di riferimento della riduzione di prezzo pubblicizzata. Se invece lo sconto viene riferito in modo riconoscibile a un altro prezzo di confronto più elevato, la mera menzione del miglior prezzo a 30 giorni perde la sua efficacia chiarificatrice. 

Violazione del divieto di pratiche ingannevoli

L’OLG Köln ha pertanto accertato una violazione del divieto di pratiche ingannevoli ai sensi del § 5 UWG. Ha inoltre riconosciuto una violazione del § 11 Abs. 1 PAngV.

Verificare tempestivamente i rischi concorrenziali nelle promozioni con sconto

La decisione è stata pronunciata in sede cautelare. Per le imprese ciò può comportare conseguenze pratiche rilevanti, poiché una concreta misura pubblicitaria può, in determinate circostanze, essere vietata in tempi brevi.

Annunci pubblicitari, pagine prodotto e pagine sale dovrebbero pertanto essere verificati, prima dell’inizio di una promozione con sconto, quanto a una struttura dei prezzi coerente e giuridicamente comprensibile.

Rilevanza pratica

La decisione dell’OLG Köln mostra che la pubblicità dei prezzi non deve soltanto adempiere formalmente gli obblighi informativi previsti dalla legge, ma deve anche essere comprensibile e corretta nel suo complesso. Le imprese dovrebbero prestare particolare attenzione, soprattutto nelle promozioni con sconto a tempo, affinché prezzi barrati, prezzi promozionali e indicazioni esplicative non suscitino rappresentazioni contraddittorie o ingannevoli circa l’effettiva evoluzione dei prezzi.

Imprese, commercianti e operatori del mercato che abbiano domande sull’ammissibilità ai sensi del diritto della concorrenza possono trovare ulteriori informazioni sulla consulenza legale in materia di diritto della concorrenza presso MTR Legal Rechtsanwälte.