L’agevolazione resta valida anche dopo la revoca – sentenza della Corte tributaria federale, rif. II R 34/22
Nella donazione di patrimonio aziendale è possibile avvalersi di agevolazioni fiscali ai sensi del § 13a ErbStG (legge tedesca sull’imposta di successione e donazione). Con sentenza del 19 marzo 2025 (rif. II R 34/22) la Corte tributaria federale (Bundesfinanzhof, BFH) ha stabilito che l’agevolazione può restare valida anche in caso di revoca della donazione.
Introduzione all’imposta sulle donazioni
L’imposta sulle donazioni è un tema centrale del diritto tributario tedesco e riguarda ogni trasferimento gratuito di valori patrimoniali tra persone viventi. È disciplinata dalla legge sull’imposta di successione e donazione (ErbStG) e garantisce che anche le donazioni – analogamente alle successioni – siano soggette a valutazione fiscale. La Corte tributaria federale (BFH), quale organo giurisdizionale supremo in materia tributaria e doganale, svolge un ruolo decisivo: le sue sentenze e decisioni orientano in modo determinante l’interpretazione delle norme sull’imposta sulle donazioni e assicurano certezza del diritto nell’intero ambito della giustizia tributaria.
Classi d’imposta e franchigie nell’imposta sulle donazioni
L’ammontare dell’imposta sulle donazioni dipende dal valore della donazione, dal grado di parentela tra donante e donatario nonché dalla rispettiva classe d’imposta. In Germania esistono tre classi d’imposta: la classe I vale per i coniugi, i partner registrati e i discendenti diretti come i figli; la classe II comprende genitori, nonni e altri parenti; la classe III riguarda tutte le altre persone. A seconda della classe si applicano aliquote e franchigie diverse, che possono ridurre l’acquisto imponibile. Franchigie particolarmente elevate sono previste ad esempio per i figli, motivo per cui le donazioni all’interno della famiglia godono spesso di un trattamento fiscale favorevole.
Il diritto di revoca nelle donazioni
Un aspetto importante in materia di donazioni è il diritto di revoca. In determinati casi una donazione può essere revocata, ad esempio quando è stata pattuita contrattualmente una riserva di revoca. L’esercizio del diritto di revoca è vincolato a un termine stabilito dalla legge o dal contratto, il cosiddetto termine di revoca. Tale termine decorre di regola dal ricevimento dell’informativa sulla revoca ed è spesso di 14 giorni. La configurazione concreta del diritto e del termine di revoca può variare a seconda del contratto e del singolo caso.
Possibilità di configurazione fiscale ed esenzioni
Per ridurre il carico fiscale sono disponibili diverse possibilità: oltre alle franchigie esistono anche esenzioni, ad esempio per le donazioni al coniuge o, a determinate condizioni, per il patrimonio aziendale. Il corretto utilizzo di questi vantaggi fiscali presuppone però una conoscenza precisa della normativa vigente e delle sentenze rilevanti. Con le loro decisioni, la Corte tributaria federale e i tribunali tributari fanno sì che la disciplina dell’imposta sulle donazioni sia costantemente adeguata agli sviluppi del diritto.
Chi progetta o ha ricevuto una donazione dovrebbe informarsi per tempo sulle aliquote, sulle franchigie e sulle esenzioni applicabili. La complessità delle norme e il rilievo delle sentenze più recenti – come quelle del BFH – rendono consigliabile, in caso di dubbio, rivolgersi a un consulente fiscale o a un avvocato esperto, per sfruttare al meglio tutte le possibilità ed evitare insidie giuridiche.
Donazione di patrimonio aziendale e sconto di esenzione
A determinate condizioni la donazione di patrimonio aziendale può avvenire in esenzione d’imposta fino a uno sconto di esenzione dell’85 per cento. Un esempio: se viene donato ai figli patrimonio aziendale del valore di 1.000.000 di euro, dopo la deduzione della franchigia e l’applicazione dello sconto di esenzione l’imposta sulle donazioni può essere ridotta in misura significativa. Il costo della donazione risulta dal calcolo del carico fiscale residuo dopo la deduzione di tutte le franchigie. La Corte tributaria federale (BFH) ha ora stabilito che l’agevolazione fiscale continua a produrre effetti anche in presenza di un usufrutto fittizio, qualora il donante abbia richiesto la restituzione delle quote societarie e il donatario abbia conservato soltanto il beneficio economico, spiega lo studio legale d’affari MTR Legal Rechtsanwälte, che fornisce consulenza anche in diritto tributario. In particolare nelle donazioni ai figli derivano vantaggi fiscali dall’utilizzo della franchigia. È inoltre importante tenere conto delle differenze tra imposta sulle donazioni e imposta di successione. Le disposizioni di legge e la sentenza sono reperibili come fonte nella sentenza della Corte tributaria federale (rif. II R 34/22) e nell’ErbStG.
Revoca della donazione
Nel procedimento sottoposto al BFH un padre aveva attribuito alla figlia, con contratti di donazione notarili, partecipazioni indirette in tre società pari al 30 per cento ciascuna. Già nella configurazione di tali donazioni i contratti assumono un’importanza centrale, poiché definiscono il quadro giuridico e la denominazione dei rispettivi diritti e doveri delle parti. Il donante si è riservato contrattualmente un diritto di revoca per il caso in cui avesse altri figli o intervenissero modifiche sostanziali alla legge sull’imposta di successione. Attraverso la partecipazione indiretta la figlia partecipava agli utili e alle perdite che il padre ricava dalle proprie quote societarie. Tali partecipazioni indirette potevano beneficiare dell’agevolazione fiscale ai sensi del § 13a ErbStG.
Dopo la riforma della legge sull’imposta di successione, nel 2009 il padre ha esercitato il diritto di recesso concordato e ha revocato la partecipazione indiretta. Esiste la possibilità di scegliere diverse configurazioni contrattuali che possono influenzare le conseguenze fiscali. Fiscalmente, una retrocessione di una donazione ai sensi del § 29 comma 1 n. 1 ErbStG comporta generalmente che l’imposta sulle donazioni viene annullata nella misura in cui il dono viene restituito. Nel contesto del trattamento fiscale, il calcolo preciso dell’imposta sulle donazioni in caso di recesso è decisivo per determinare gli importi fiscali corretti. Se il donatario ha tratto benefici dal dono, sarà trattato come se avesse usufruito di un usufrutto sul bene. Ciò implica che il valore di questo diritto d’uso è imponibile. La conclusione della donazione e la denominazione ufficiale dei rispettivi diritti e doveri sono determinanti per la classificazione fiscale. L’ufficio delle imposte ha trattato il beneficio goduto dalla figlia come usufrutto e pertanto ha rifiutato di riconoscere l’agevolazione fiscale, sostenendo che lo status di socio della figlia fosse venuto meno a causa del recesso dalla donazione.
L’agevolazione fiscale rimane vigente
Il padre si è opposto con successo. Come già deciso dal tribunale finanziario, anche il BFH ha stabilito che l’agevolazione fiscale rimane valida. Nel caso in cui nella donazione originaria fosse stato concesso un importo esente o uno sconto di esenzione, questo vantaggio rimane valido anche per la valutazione dell’usufrutto fittizio, ha chiarito il BFH.
Nel caso concreto, l’agevolazione fiscale è stata concessa legittimamente al momento della donazione originaria della partecipazione indiretta. La figlia è diventata socia con opportunità e rischi attraverso la donazione. Le sono stati inoltre conferiti diritti di controllo simili a quelli di un socio accomandatario. Dopo il recesso, la figlia donataria ha mantenuto esclusivamente per il periodo tra il trasferimento e la restituzione i benefici economici. Questo periodo viene trattato fiscalmente come un usufrutto, che però rimane parte dell’acquisto originario, ha sottolineato ulteriormente il BFH. Di conseguenza, il valore di questo usufrutto viene tassato, ma con l’applicazione della stessa agevolazione fiscale già prevista per la donazione originaria.
Un esempio: se a una figlia viene donato un patrimonio del valore di 400.000 euro, può sfruttare appieno la franchigia di 400.000 euro prevista per i figli. Se per il periodo tra il trasferimento e la restituzione emergono costi aggiuntivi legati all’usufrutto, questi vengono considerati nel calcolo fiscale. Così la pressione fiscale effettiva può essere ridotta significativamente grazie all’utilizzo della franchigia e al riconoscimento dei costi.
Le donazioni ai figli offrono spesso vantaggi fiscali rispetto al trasferimento per successione, poiché la franchigia per i figli può essere utilizzata regolarmente. È importante considerare le differenze tra imposta sulle donazioni e imposta di successione per scegliere la migliore configurazione fiscale.
Le disposizioni di legge e la decisione del BFH si trovano nella fonte: § 13a ErbStG nonché nella sentenza del BFH del 26.7.2022, II R 25/20.
Agevolazione fiscale legata alla donazione
L’usufrutto fittizio comporta ai sensi del § 29 comma 2 ErbStG una correzione esclusiva del valore dell’acquisto soggetto a imposta, senza però creare un nuovo evento imponibile. Non esiste quindi un «secondo momento della donazione», ma solo una rivalutazione dell’acquisto originario. Tra le ragioni della decisione del BFH è rilevante in particolare che la clausola di recesso non genera una nuova donazione, ma adegua soltanto il valore dell’acquisto. Di conseguenza, non vi è alcuna base per negare l’agevolazione fiscale, ha ulteriormente spiegato il BFH. Il recesso non ha effetto retroattivo sullo status di socia della figlia.
Con la chiusura del procedimento, il BFH, in qualità di massimo tribunale fiscale tedesco, ha chiarito che l’agevolazione fiscale per il patrimonio aziendale ai sensi del § 13a ErbStG non decade automaticamente se una donazione viene revocata invocando una clausola di recesso. L’agevolazione fiscale è vincolata alla donazione e, secondo la giurisprudenza del BFH, si applica anche quando si tratta solo della tassazione dell’uso temporaneo. La decisione crea certezza giuridica per donanti e donatari che stipulano tali clausole per ragioni economiche o familiari. Fonte: sentenza BFH del 15.03.2023, II R 10/21, stato al 6 ottobre 2025.
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